DANZATERAPIA
MUSICA E MOVIMENTO PER SENTIRSI MEGLIO
CON SE STESSI E CON GLI ALTRI
di Gloria Menichelli

Danzare senza pregiudizi e senza il timore di essere giudicati. Anzi, sentendo la complicità dell’altro. La danzaterapia è innanzitutto questo. Fa bene al corpo e allo spirito.
Cos’è? È essenzialmente una danza di cambiamento: mentre danziamo, cambiamo forma e cambiando forma, noi cambiamo le nostre vite.
Infatti, la danzaterapia, a dispetto del nome, non è una seduta di psicoterapia; non è neppure un corso di danza durante il quale si imparano dei passi ben definiti. E allora cos’è? Maria Fux, coreografa e danzaterapeuta argentina di grande esperienza artistica e pedagogica, che svolge da quaranta anni il lavoro di formazione alla danzaterapia in vari Paesi dell’America e dell’Europa, ha detto: “La danzaterapia altro non è che un cambiamento per sentirsi meglio”. Al di là delle parole, è consigliato provare, almeno una volta, questo metodo allegro e divertente, profondo e
introspettivo per ritrovare se stessi attraverso la danza, il gioco, il gruppo che si crea.
I BENEFICI DELLA DANZATERAPIA
– Favorisce e riequilibra l’integrazione psicofisica.
– Migliora l’umore, la consapevolezza di sé, la propria espressività.
– Permette di riscoprire la propria creatività, la conoscenza del proprio corpo e la sua elasticità.
– Facilita il contatto interpersonale, sviluppando più soddisfacenti modalità relazionali.
– Permette l’espressione e l’elaborazione dei vissuti personali.
– Consente di superare disagi, disarmonie e blocchi di diversa entità.
– Produce influenze fisiologiche evidenti sul ritmo cardiaco, sul respiro, sulla pressione arteriosa: può essere sia rilassante sia esaltante.
A CHI SI RIVOLGE LA DANZATERAPIA?
A tutti! Per praticare la danzaterapia non sono necessarie abilità particolari e non occorre aver studiato danza. Lo scopo degli incontri è quello di riconoscere e sviluppare le risorse di cui già si dispone, attraverso il corpo, la mente e il cuore. Per questo, come tutte le discipline arteterapeutiche, si rivolge a ogni fascia di età e anche a tutte le diversabilità.

Perché proporla ai bambini? “Innanzitutto perché piace”! (Maria Fux, Frammenti di vita nella danza terapia). E’ un’attività educativa, che passa attraverso la musica e il movimento, due linguaggi immediatamente presenti e familiari nell’età della crescita: il corpo dei bimbi è terreno delle
quotidiane conquiste di apprendimento. I bambini entrano in contatto con la danza molto velocemente se lo possono fare attraverso il gioco, che è la via più naturale. Questa modalità diventa imprescindibile soprattutto quando i bambini sono molto piccoli: essi si sentono ingaggiati
in qualcosa in cui si ritrovano, che conoscono profondamente a livello intuitivo e in cui si sentono competenti. Proprio attraverso questo coinvolgimento è possibile lavorare su più piani dello sviluppo personale: la creatività, la relazionalità, le competenze motorie e addirittura linguistiche: la parola è usata nel suo senso più primitivo, come unità di suono che proviene dal corpo e mobilita il corpo. In ultimo, l’attività permette di sperimentare la dimensione del gruppo cooperativo, proponendo così una modalità positiva dello stare in gruppo. L’utilizzo in alcuni momenti del
lavoro in coppia, in piccolo gruppo e dei gruppi specchio (una parte del gruppo danza, l’altra osserva) educa inoltre all’osservazione, all’incontro, all’altro.
QUANDO PRATICARE LA DANZATERAPIA?
Praticare la danzaterapia è consigliato quando si sta passando un momento difficile da qualsiasi punto di vista (psicologico, fisico, emotivo), quando è il momento di ritrovare le proprie potenzialità, di conoscere i propri limiti, di amarli e ricominciare. Ma anche quando ci si vuole rilassare o ricaricare o sfogare. O quando si sta cercando un’attività completa che preveda il
coinvolgimento integrato di corpo e mente.
Infatti, mentre ci muoviamo fuori dal movimento ordinario della vita quotidiana, entriamo in uno “spazio altro”, che ci sposta con o senza musica. Questo offre la possibilità di andare oltre la propria “zona di confort” e di (ri)trovare il proprio Sé autentico. E ciò accade grazie al gioco, che apre le porte dell’immaginazione.
COME SI SVOLGE UN INCONTRO DI DANZATERAPIA?
Grazie all’aiuto del conduttore, si seguono e si interpretano i temi proposti, si danza liberamente sulle note delle musiche scelte di volta in volta, ci si osserva l’un l’altro senza mai giudicare né essere giudicati.
Gli incontri sono generalmente suddivisi in tre momenti:
- fase di immersione o apertura, finalizzata a favorire il passaggio a una condizione ambientale e psicofisica diversa;
- un tempo di fondo o fase centrale, finalizzata a sviluppare il nucleo centrale dell’esperienza;
- fase di lenta risalita o conclusione, finalizzata a riemergere senza rischi e a integrare l’esperienza, accompagnando i partecipanti a ricollocarsi in una condizione psicofisica abituale.

In ogni incontro il conduttore presenta al gruppo un tema concreto ma con possibilità poetiche ed evocative (ad es.: il mare; la crescita; l’equilibrio). Questo tema, grazie alle possibilità narrative delle musiche scelte e degli eventuali materiali di lavoro (carta crespa, elastici, teli, foglie, conchiglie, piume, ecc …) viene sviluppato dal gruppo in maniera personale e creativa, nel solco delle proposte del conduttore. Ciò permette a ogni partecipante di aderire al percorso nel rispetto e nello sviluppo delle proprie attitudini personali e creative, pur condividendole nel lavoro più generale di tutto il gruppo. Sono proposte attività adatte allo “spazio” di ciascuno e si lavora con gli oggetti, il contatto, l’imitazione, l’ascolto della musica, con l’ausilio di narrazioni e di atmosfere suggestive.
Si vive una danza di riscoperta del proprio movimento unico, che concede, di conseguenza, una riscoperta di se stessi anche nella propria realtà quotidiana.
Piano piano la persona scopre come attraverso il corpo è possibile esprimere creativamente i propri stati d’animo, le proprie immagini interiori: scopre la danza, ovvero raccontarsi attraverso il movimento. È così che la danzaterapia raggiunge il suo obiettivo fondamentale: essere strumento di crescita, consapevolezza e arricchimento.
QUALCOSA DI ME CHE SCRIVO E CHE DANZO?

Mi chiamo Gloria Menichelli. Amo la Natura tutta. Quella dentro di me e intorno a me. Da Lei traggo ispirazione e beneficio, imparo il “prendersi cura” e il dono. Con Lei mi muovo da sempre, da quelle prime danze nel giardino di casa. Fin dalla tenera età, studio tecniche diverse di danza con molti insegnanti (tra cui Maurizio Venditti, già primo ballerino del Teatro dell’Opera di Roma). Tre anni fa mi avvicino alla danza creativa, alla danza sensibile e alla Danzamovimentoterapia (principalmente metodo Maria Fux): trovo nelle discipline artiterapeutiche il modo per fondere le competenze accademiche di letteratura, filosofia e linguistica nel frattempo acquisite alle abilità artistiche. Ora mi dedico a una rielaborazione molto personale del senso della danza, intendendola come una forma creativa, espressiva che appartiene in ogni momento e in maniera intrinseca all’essere umano. Alla fusione di movimento, suono e parole rivolgo attualmente la mia ricerca, che è orientata ad ambiti educativi e riabilitativi. Ho preso parte come tirocinante al progetto ludico-educativo SPINP – Solo Posti in Piedi, un’iniziativa promossa e finanziata dall’impresa sociale Con i Bambini presso l’Istituto Comprensivo “Gianni Rodari” de L’Aquila. Ho collaborato con la Cooperativa Sociale Onlus “Mio Fratello è Figlio Unico” di Roma, che si occupa prevalentemente di bambini dello
spettro autistico e con disturbi comportamentali. Ho condotto laboratori di Danza Creativa presso gli Asili Nido “Bimbi a Bordo” di Lanuvio (RM), “Parco Del Vera” di Tempera (AQ) e “Il Bruco Verde” di Cori (LT). Sono Danzamovimentoterapeuta in formazione presso la Scuola di Specializzazione Artedo Di Arti Terapie – Roma (Ente accreditato Miur).
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Gloria Menichelli
La danza ci prende per mano – D’Arte DanzaCreativa Danzaterapia
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